Votazioni
Un salasso nascosto dietro l'aumento delle stime
Oltre 430 milioni l'anno tra più imposte e meno prestazioni sociali: l'aumento dei valori di stima colpirebbe proprietari e inquilini senza che il loro reddito sia cresciuto.

Oltre 430 milioni di franchi all’anno. È questa la cifra che potrebbe finire sulle spalle dei ticinesi tra maggiori imposte e minori prestazioni sociali in seguito all’aumento dei valori di stima degli immobili. Altro che semplice correzione tecnica. Qui parliamo di un impatto enorme sulla vita quotidiana di famiglie, pensionati, inquilini e imprese.
Il problema è che molti cittadini rischiano di diventare improvvisamente più “ricchi” solo sulla carta. Magari possiedono una casa acquistata con i sacrifici di una vita, oppure un appartamento ereditato dai genitori, ma senza avere un franco in più in tasca. Nessun aumento di stipendio, nessuna pensione più alta, nessuna maggiore liquidità.
Eppure, con l’aumento delle stime, scatterebbero automaticamente conseguenze molto concrete: più imposte sulla sostanza, maggiori tasse immobiliari e possibili riduzioni di aiuti sociali. Perché in Ticino oltre trenta leggi fanno riferimento proprio ai valori di stima.
Le conseguenze non toccherebbero soltanto i proprietari.
Se aumentano i costi legati agli immobili, è inevitabile che nel medio periodo cresca anche la pressione sugli affitti. Pensare che i proprietari possano assorbire integralmente nuovi oneri fiscali senza trasferirne almeno una parte sugli inquilini significa ignorare la realtà economica. Alla fine, quindi, il conto rischia di arrivare a tutti.
Il paradosso è evidente: si rischia di colpire persone che non hanno alcuna maggiore capacità economica reale. Ed è proprio per evitare questo meccanismo che nasce l’iniziativa per neutralizzare l’aumento delle stime. Un’iniziativa di semplice buon senso, che non blocca l’adeguamento dei valori immobiliari ma impedisce che esso produca automaticamente aumenti di imposte e tagli alle prestazioni sociali.
Ecco perché il voto del 14 giugno riguarda tutti. Proprietari e inquilini. Giovani e pensionati. Famiglie e imprese. Perché quando centinaia di milioni rischiano di uscire ogni anno dalle tasche dei cittadini senza che il loro reddito reale sia aumentato, allora il termine corretto da usare è uno solo: salasso.
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